Alto Maipo: dopo i pozzi le paratoie

Friday, 20 December 2019

Dagli stabilimenti di ATB Group usciranno più di cinquanta componenti idromeccanici destinati all’impianto cileno.

Alto Maipo: dopo i pozzi le paratoie

Un’altra conferma arriva dal Sud America, dove ATB è presente da più di un secolo. Sono numerosi i progetti in ambito idroelettrico sviluppati in quest’area geografica nei quali l’azienda ha fatto valere il proprio know-how. Ultimo tra questi: Alto Maipo. Dal 2017 ATB si è stabilita in Cile per lavorare alla realizzazione delle condotte forzate dei tre pozzi dell’impianto idroelettrico di Aes Gener, per conto di Strabag, general contractor austriaco.

Le performance nella prima tranche della commessa hanno permesso ad ATB di aggiudicarsi un nuovo ordine, questa volta per la progettazione, costruzione e messa in servizio di un corposo pacchetto di componenti idromeccanici: un totale di quarantasei paratoie (piane, a strisciamento, a ruote, radiali) e 13 griglie, più le opere di distribuzione elettrica. “Anche in questo caso abbiamo un ordine chiavi in mano – specifica Enrico Camparada, managing director della divisione Hydro Mechanical Equipment -. Per coordinare al meglio i lavori, utilizzeremo l’organizzazione che abbiamo già presente in sito e che oggi gestisce tutte le attività di cantiere, in particolare il montaggio”. Le fasi di fabbricazione, invece, verranno suddivise tra gli stabilimenti in Italia e in Colombia. 

Il peso totale della fornitura si aggira intorno alle 500 tonnellate. Il termine lavori è previsto per la primavera del 2021.

“I componenti saranno parte delle varie opere di presa al servizio delle centrali di Las Lajas (267 MW) e Alfalfal II (264 MW), Le paratoie saranno dislocate in zone remote e in quota, con problematiche climatiche, battute dalle nevi dell’inverno australe, e quindi non accessibili in alcuni periodi dell’anno – commenta Paolo Zenocchini, responsabile ingegneria della divisione HME.-. Il programma dei montaggi dovrà quindi tenere conto degli aspetti logistici, consapevoli che alcune aree saranno impraticabili nei mesi più freddi”.


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