Ottimi risulatiti per la division Civil Construction & Industrial Services

Friday, 5 June 2020

InBerg e InBre i nuovi progetti in Lombardia. Semat e Sid insieme per SiderPotenza e Franzoni

CCIS: nuove commesse e proficue sinergie

La divisione Civil Construction & Industrial Services di ATB Group comincia l’anno in positivo. La riorganizzazione aziendale sta avendo effetti concreti soprattutto nell’ottica delle sinergie e della collaborazione tra le società che fanno parte del gruppo industriale guidato da Sergio Trombini. Nella prima fase del 2020 il mercato nazionale si è rivelato particolarmente fruttuoso e stimolante: sono diversi i progetti che hanno preso il via nel corso del nuovo anno in ambito edilizia industriale e demolizioni.

INBERG e INBRE

In Nord Italia Semat, parte di ATB Group, ha da poco acquisito due commesse “gemelle” dal punto di vista progettuale ed esecutivo: Inberg e Inbre.

È stato firmato a fine dicembre il contratto con Inberg (Iniziative Bergamasche Srl) per la realizzazione della parte civile necessaria all’installazione della centralina idroelettrica Morlana, nel comune di Nembro, in provincia di Bergamo. Semat, nello specifico, si sta occupando delle opere provvisionali, quindi dell’esecuzione di diaframmi in calcestruzzo e dello sghiaiatore. In una seconda fase verrà costruita la centrale e tutte le opere accessorie e saranno completate le finiture esterne, le recinzioni e la piantumazione finale.

“Dovremo anche sistemare l’alveo del fiume, creare una nuova traversa per alzare la quota del corso d’acqua - spiega Venturino Magnolini di Semat –. Questo servirà a permettere e facilitare gli scavi sotto la falda acquifera”. Stando al cronoprogramma il cantiere dovrà essere chiuso entro l’estate.

Molto simile l’intervento avviato a Darfo Boario Terme, funzionale all’installazione della centralina idroelettrica Le Rive. “L’operazione è praticamente identica, se non per qualche piccola differenza – chiarisce Cosimo Ippolito di Semat -. In questo caso, invece di procedere con i diaframmi, abbiamo dovuto muoverci diversamente: le caratteristiche del terreno, composto da sabbia e ghiaia, hanno reso necessario l’utilizzo delle palancole, elementi in acciaio con i quali si delimita il perimetro dell’area di scavo”. A Darfo i lavori si concluderanno a settembre. “Al momento stiamo predisponendo il sito all’infissione delle palancole” continua Ippolito.

SIDER POTENZA

Tra Santo Stefano e l’epifania Semat e Sid hanno portato a termine in tempo record un intervento piuttosto complesso all’interno del sito Sider Potenza, di proprietà del Gruppo Pittini. Sfruttando la fermata invernale, le due società parte di ATB Group, hanno dato prova di un’ottima capacità di cooperazione nell’opera di demolizione e rifacimento dell’impianto trattamento acque dell’acciaieria di Potenza.

“Come prima cosa abbiamo dovuto smantellare le vecchie vasche in cemento armato per poi costruire le fondazioni e i nuovi impianti – specifica Anastasio Intini, geometra di Semat -. La particolarità di questa commessa stava tutta nelle tempistiche: per rispettare le scadenze dettate dal committente abbiamo concentrato tutte le operazioni in due settimane, senza stop e implementando i normali orari di lavoro con turni notturni”.

La sinergia tra Semat e Sid, incaricata delle demolizioni, ha permesso di concludere le attività nei termini previsti. “Ci siamo mossi su un’area molto ristretta, circa 600 metri quadrati, lavorando per 48 ore filate con 5 macchine e altrettanti tecnici e operatori – sottolinea Luca Zambarbieri, direttore tecnico di Sid -. È stata una sfida, ma abbiamo dimostrato al cliente di essere partner affidabili e molto efficienti. L’intesa perfetta con Semat ci ha permesso di evitare ritardi e di garantire massima sicurezza ai nostri uomini in cantiere”.

Ex stabilimenti FRANZONI

Un altro intervento di demolizione importante partito nei primi mesi del 2020 è lo smantellamento degli stabilimenti Franzoni, ex cotonificio di Esine, in Valle Camonica. Dopo tre settimane di sgombero completo del capannone e di strip out (ossia la rimozione di tutti gli elementi “estranei” al materiale da costruzione), da un mese è iniziata l’attività di demolizione vera e propria, avanzata per sessioni controllate su porzioni di 3000 mq alla volta per un totale di 24.000 mq.

“L’utilizzo di macchine e tecniche speciali hanno evitato l’impiego di personale in quota, eliminando i rischi di infortunio - continua Zambarbieri -. Come ogni nostro intervento anche questo è stato pianificato in maniera minuziosa in modo da ridurre il più possibile l’impatto ambientale attraverso uno smaltimento oculato dei rifiuti, quindi facendo una selezione qualitativa dei materiali, e limitando l’innalzamento delle polveri per prevenire disagi alla viabilità limitrofa e ai centri residenziali della zona”.

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